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Cartoni & Cartoni |
Le televisioni di tutte le reti mettono in onda agli orari dedicati ai bambini vari tipi di programma, fa cui i cartoni animati sono quelli sicuramente preferiti dai bambini della fascia di età fra i 2 e i 9 anni. Il disegno animato ha sempre avuto un fascino particolare, perché la possibilità di dare ampio spazio alla vena creativa dell'autore, permette di immaginare o scoprire mondi fantastici, di far vivere all'utente che si immedesima nei personaggi storie inimmaginabili e stupefacenti, emozioni forti o storie delicate che difficilmente trovano un paragone in qualsiasi altro tipo di mezzo televisivo.
In questo senso forse solo la lettura, se ben guidata, può raggiungere simili livelli di fantasia e creatività. I sentimenti più ricorrenti sono amicizia, solidarietà, coraggio, sincerità, amore, fratellanza, senso della famiglia, senso del sacrificio, amore per la natura, responsabilità, amor proprio, altruismo; per metterli in evidenza questi sentimenti vengono spesso contrapposti ai loro contrari negativi e nella lotta fra il positivo ed il negativo, fra il bene ed il male, la vittoria del bene genera entusiasmo e desiderio di emulazione nei bambini. La qualità del prodotto però non è sempre all'altezza delle aspettative, ed è compito del genitore sorvegliare sull'argomento trattato da questi programmi.
Evitando commenti sulla qualità artistica, i contenuti vanno attentamente valutati prima di permettere al bambino la visione del programma. Un esempio per tutti: la serie Pokèmon, pur non essendo assolutamente un esempio di perfezione, è impostata sul perseguimento di uno scopo, la possibilità dei personaggi di evolversi e quindi di migliorare o comunque di cambiare, la coesione del gruppo, la sconfitta del nemico e questi fattori non sembrano avere un potenziale negativo; la serie Dragon Ball invece, con scontri molto duri che causano gravi mutilazioni e soprattutto la morte di alcuni personaggi, vissuta senza elaborazione del lutto perché alcune sfere magiche hanno la possibilità di resuscitare il morto (emblematica l'asserzione del piccolo Francesco il quale, da me interrogato sul contenuto del cartone, spiegava che "si può anche morire tanto poi si risuscita") mi pare che fornisca messaggi negativi ma anche ambigui, totalmente lontani dalla realtà ma che nulla hanno a che vedere con il fantastico.
Ed è proprio questo il punto: il viaggiare con la fantasia verso mondi nuovi ed inesplorati, scoprire capacità sovrumane, vivere in una dimensione di sogno o far sì che la meraviglia possa inebriare la mente è quanto di più bello la mente umana possa creare, e non va confuso con il "fast use" consumistico, cioè con il sentimentalismo usa e getta delle serie di cartoni animati che vengono propinati, talvolta a nostra insaputa, ai nostri figli.
L'aspetto pedagogico del cartone potrebbe essere invece estremamente utile, ed in questo senso la visione di videocassette, con la possibilità di rivederle, rielaborarle insieme, aiutando i bambini a cogliere di volta in volta aspetti diversi, è forse più consigliabile; pensiamo solo alla storia di Tarzan dove la scimmia si prende cura del protagonista bambino, così teneramente simbolico da introdurre il tema dell'affidamento o dell'adozione di un figlio o la storia del Re Leone con uno spunto importante per riflettere sulla morte di un genitore e l'importanza del trapasso generazionale. Anche il cosiddetto "cattivo" della storia può essere usato come esempio per mettere in guardia i bambini dai pericoli così attuali della pedofilia.
In ogni caso anche l'aspetto strettamente ludico o ricreativo del cartone animato non deve essere dimenticato; lasciamo dunque che i bambini si divertano, senza preoccuparci della pedagogia in ogni momento, ma ricordiamoci che i bambini non smettono mai di imparare ed il momento del gioco e del divertimento ha un altissimo valore sociale ed educativo; i leoncini quando giocano tra loro a fare la lotta imparano a gestire le future rivalità nel branco, le bambine che giocano a bambole si divertono ma imitano ed imparano la gestualità e le modalità di relazione con i figli. Permettiamo loro di divertirsi, ma che lo facciano bene!
E' certo che la perfezione non è ottenibile e non ci dobbiamo preoccupare di nascondere il male ai bambini ma di farlo vivere in maniera che possano capirlo, considerarlo parte della realtà ed accettarlo.
Riguardo alla proibizione dei programmi che noi riteniamo inadeguati, anche se di grande successo, ci aiuti il fatto di poter dire: "mio figlio è diverso dagli altri perché ha genitori attenti; domani me ne sarà grato!".
A cura del
Dr. Gianfranco Frongia
Pediatra
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