È come infilarsi in una macchina del tempo. Programmarla indietro di vent'anni. E ritrovarsi improvvisamente in uno di quei vecchi bar dove i videogame cominciavano a diventare fenomeno di massa. Quelle emozioni, che hanno segnato la generazione degli attuali trentenni, non sono morte. Anzi, sono più vive che mai. Con un programmino gratuitamente scaricabile da Internet, il personal computer può essere trasformato in pochi secondi nella più gigantesca sala giochi che si sia mai vista, ricca di oltre 1.600 titoli. Praticamente tutti quelli con cui si è giocato dalla fine degli anni '70 alla metà dei '90.
I videogiochi non sono simili a quelli di un tempo: sono proprio loro. Le informazioni che erano contenute nelle vecchie schede (le rom, che si inserivano nella macchinetta del bar) sono state convertite in file. E grazie a software, detti emulatori, giochi mitici come Space Invaders, Hyper Olympics o Circus Charlie rivivono sul computer di casa in tutta il loro ingenuo splendore.
Il più noto dei programmi di emulazione si chiama Mame (che sta per Multi Arcade Machine Emulator), e a dispetto del nome è italianissimo. Fu creato nel '97 da un allora 27enne studente di matematica di Siena. Come moltissimi ragazzi di quella generazione, anche Nicola Salmoria sentiva una irresistibile nostalgia per i videogame della sua adolescenza. Programmò allora la prima versione del Mame32, rendendola gratuitamente disponibile a tutti sulla Rete.
L'emulatore Mame è completamente gratuito. Cioè può essere liberamente scaricato da Internet e installato sul proprio computer. Non solo. È anche open source: vuol dire che i programmatori interessati possono modificarlo a piacimento e distribuirlo, a patto però di mettere a disposizione degli altri il frutto del proprio lavoro. È questa una delle chiavi del grande successo di questo software.