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a cura di

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Annalisa Correnti
Docente Scuola Elementare

LUCI DANZANTI NEL MARE
  Era un lontano giorno del 1520. Un giovane esploratore portoghese, Ferdinando Magellano, si trovava a sud delle coste del Nuovo Mondo, precisamente al largo delle isole rocciose all’estremità dell’Argentina. Lo scopo del suo viaggio era di trovare un passaggio a sud verso le Indie. Ma ora era perduto. Il tempo era incerto, con raffiche di vento e mare molto mosso. La baia in cui la sua flotta si trovava in cerca di rifugio era simile a molte altre che aveva esplorato con i suoi uomini nei giorni precedenti. I viveri scarseggiavano. Due navi furono mandate alla ricerca di una via di uscita, ma presto erano scomparse alla vista. Proprio allora un uragano si abbatté sulla baia. La nave ammiraglia si rifugiò nella rada: le due navi mandate in esplorazione, ormai addentrate nello stretto, vennero considerate perdute. In realtà, ecco che cosa era accaduto: le due navi erano state spinte, nella tempesta, ancora più all’interno della baia quando, all’improvviso, avevano visto che la baia si apriva anche dalla parte opposta. Avevano seguito anche il nuovo passaggio ed erano giunti ad una seconda baia, e di lì a una terza. Nessun passaggio naturale si era spinto così avanti nell’entroterra. Le due navi si affrettarono a tornare per comunicare la scoperta. Nell’udire questa notizia, Magellano decise di rischiare. Si spiegarono le vele, si lavarono le ancore, e le quattro navi acquistarono velocità, addentrandosi nello stretto canale. Le coste, desolate e rocciose, li minacciavano dai due lati. Quella notte, però, assistettero al più grande spettacolo che avessero mai visto. Tutt’intorno a loro ardevano innumerevoli fuochi. Essi non si rendevano conto di passare in quel momento da un’età all’altra, di tornare indietro di centinaia di migliaia di anni, al tempo in cui gli uomini non sapevano ancora accendere il fuoco ed erano così costretti a sorvegliare la fiamma giorno e notte affinché non si spegnesse. Tutt’intorno a loro si muovevano creature invisibili che vivevano come loro all’Età della Pietra. Così, in quella cupa desolazione, centinaia di luci misteriose brillavano intorno alle quattro navi. Infine giunsero ad un passaggio fra pareti rocciose alte circa 1800 metri. Il mare intorno a loro ribolliva ed era agitato come se fosse in collera per questa invasione del suo dominio assoluto. Forti nebbie rendevano difficile la visibilità Malgrado l’abilità di navigatore di Magellano, il passaggio fu superato per miracolo! Poi, finalmente, i navigatori passarono al di là e si trovarono in un nuovo oceano. Era così piacevolmente diverso da quello che conoscevano da meritarsi l’appellativo di “Pacifico”. Ancora non sapevano che l’infernale passaggio che avevano appena attraversato avrebbe preso il nome del loro comandante, “Stretto di Magellano”, e che più tardi quelle isole rocciose che avevano avvistato all’estremità dell’Argentina si sarebbero chiamate “Terra del Fuoco”, proprio in virtù del fatto che i fuochi accesi dagli indigeni per scaldarsi erano stati una delle prime cose viste da quei coraggiosi navigatori in quella selvaggia e meravigliosa terra. Le isole, spartite tra l’Argentina e il Cile, sono umide e ventose, con ghiacciai che scavano ampie valli fra i monti. TRATTO DA ANNALISA CORRENTI Docente Scuola Elementare  

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