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a cura di
a cura di:
Annalisa Correnti
Docente Scuola Elementare
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Quando il vento... |
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All’epoca dei grandi velieri, spesso, la direzione e il variare del vento erano elementi decisivi per i risultati di una battaglia. Forse non tutti sanno invece che anche a Marengo, dove Napoleone sconfisse pesantemente l’esercito Austriaco, il vento ebbe un’importanza decisiva.
Sceso in Italia dopo la campagna di Egitto, Napoleone si trovò a fronteggiare un forte esercito Austriaco arroccato nella cittadina di Alessandria. Il grande generale questa volta venne meno ai suoi principi: giunto nei pressi della città e accampatosi nei pressi del paesello di Marengo, spedì il generale Desaix con un forte contingente a controllare che gli austriaci non si allontanassero, e divise in tal modo le proprie forze.
Così, la mattina del 14 giugno 1800, il generale Melas, alla testa di 40.000 austriaci uscì da Alessandria per dare battaglia, e Napoleone gli poté opporre solo 15.000 uomini. Bonaparte mandò dei messaggeri a Desaix, pur sapendo che le probabilità di raggiungerlo in tempo erano scarse.
La battaglia ebbe inizio alla mattina presto, e nel pomeriggio era già perduta per Napoleone. Melas tornò ad Alessandria per comunicare la vittoria austriaca, ma ecco apparire Desix che, con una marcia forzata, giungeva in aiuto dei francesi. Le sorti si capovolsero e gli austriaci cedettero sotto la pressione dei rincalzi freschi.
Napoleone vinse, e vinse…proprio con l’aiuto del vento! Desaix, infatti, non aveva ricevuto i suoi messaggi, ma aveva sentito il rombo del cannone trasportatogli dal vento!
L’episodio narrato si riferisce all’ultima sconfitta degli austriaci che si affrettarono così, dopo anni di conflitti, a chiedere la pace nel 1801.
Gli alleati degli austriaci, gli inglesi, rimasti soli, temevano l’invasione della propria isola e sollecitarono la pace che si concluse nel 1802.
Napoleone trionfava e la Francia era uno stato forte e ordinato.
Non è difficile quindi spiegare perché Napoleone Bonaparte, il piccolo corso nato da genitori italiani ad Ajaccio nell’agosto del 1769, generale a soli 24 anni, veniva sospinto verso il trono imperiale.
Perché Napoleone …. divenne Napoleone? Che cosa aveva quest’uomo di magico? Quando, nel 1796, giunse in Italia per assumere il comando era atteso dai generali, più anziani di lui, con molta diffidenza. Uno dei più ostili confessò ad un collega: “Questo piccolo generale corso mi ha fatto paura!”
Sapeva far paura, sì, ma anche farsi amare fino all’incredibile: i suoi occhi erano acuti, sapevano guardare, come si dice, in fondo all’anima e davano a chi si sentiva osservato un’emozione indimenticabile. Napoleone sapeva anche parlare. Sapeva trovare le parole, semplici per i suoi soldati, secche e autorevoli per i generali e i re.
TRATTO DA ANNALISA CORRENTI
Docente scuola Elementare
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